Ventotene

Ventotene era conosciuta ed abitata anche al tempo dei Romani, i quali usavano chiamarla Pandataria o Pandateria.

Divenne famosa perché fu il luogo in cui prima Augusto esiliò la figlia Giulia (resti di villa Giulia a Punta Eolo vedi foto in basso) e poi l'imperatore Tiberio esiliò la nipote Agrippina nel 29 d.C.. Sull'isola la donna morì di fame (probabilmente per ordine dell'imperatore stesso) nel 33 d.C..

Del periodo romano a Ventotene sono rimaste diverse rovine di ville ed acquedotti, il porto antico e le peschiere modellate nelle rocce vulcaniche di tufo.

Durante il periodo fascista, precisamente dal 1941 al 1943, sull'isola furono confinati, Altiero Spinelli, Sandro Pertini, Luigi Longo ed altri.

Dal punto di vista del turismo subacqueo Ventotene è frequentata[1] per via delle belle immersioni sulla costa a ponente, all'interno dell'Area marina protetta, non troppo affollate e accessibili a tutti i sub con un minimo di esperienza.

  • "Punta Pascone", immersione facile con profondità massima di soli 15 metri. Il fondale di sabbia lavica nera è popolato da tracine e rombi. Su di questo si apre un'ampia grotta, ricca di nudibranchi, molto suggestiva per la fotografia subacquea;
  • "Secca dell'Archetto", a circa 300 metri dalla costa dell'isola in mare aperto, immersione più impegnativa per via della profondità fino a 50 metri, ma comunque accessibile a tutti. Un tunnel subacqueo, a profondità ancora ridotta, è ricco di spugne, di re di triglie e di anemoni di mare.
  • "Punta dell'Arco", fino ai 40 metri di profondità, caratterizzata da due grotte a 30 metri ricche di tunicati e di castagnole rosse[2].
  • Relitto della Santa Lucia[3], affondato il 24 luglio 1943 da un attacco aereo e posato sul fondale sabbioso da 39 a 46 metri[4] di profondità

Lenticchia di Ventotene

Condividi

FacebookMySpaceTwitterDiggDeliciousStumbleuponGoogle BookmarksRedditNewsvineTechnoratiLinkedinMixxRSS Feed

© 2012 - Paolo De Feo - PLADFE49C25I712F